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 La vita a volte ci lascia senza parole. Questa è una di quelle volte. Ci sono notizie che non si vorrebbero mai dare. Questa è una di quelle notizie. Il nostro collega ed amico Antonio Zampol, stimato docente di lettere della scuola secondaria di Caneva, da poco in pensione ci ha lasciati ieri. Ne diamo il triste annuncio così, senza troppi fronzoli, e cercando di non scadere nella retorica del "sono sempre i migliori quelli che se ne vanno" perché chi lo ha conosciuto sa che da uomo pratico, di una concretezza solida, vera e mai di facciata, quale Antonio è sempre stato, avrebbe certamente sdrammatizzato con una delle sue battute ironiche o con un frizzante calambour. Ci restano la sua figura, il suo esempio ed i suoi insegnamenti. Uno di questi ultimi, almeno per me che ho la fortuna di essere stato un suo allievo, è la consapevolezza che, a volte, le parole sono di troppo. Penso che ci siano dunque poche parole adeguate per salutarlo: grazie Professore.
Al mio cordoglio personale si aggiunge il dolore di tutti gli altri colleghi. Questo il loro pensiero.
A meno di due anni dalla scomparsa del professor Stefano Sibilio, la scuola media di Caneva piange un altro stimato collega di Lettere, che ha potuto godere per poco la meritata pensione.
Altrettanto improvvisamente ci ha lasciati il nostro amato Antonio Zampol, al quale ricorrevamo fino a ieri per ogni necessità (la corsa campestre, la mostra dei presepi...), considerandolo ancora parte integrante della scuola in cui aveva lavorato con passione per oltre trent'anni.
Generazioni di studenti canevesi non dimenticheranno la sua profonda preparazione, le spiegazioni equilibrate e pacate, l'autorevolezza e la pazienza.
A noi colleghi piace ricordare come Antonio riuscisse a coniugare perfettamente la profondità con una disincantata leggerezza, la capacità di sdrammatizzare le difficoltà di ogni giorno, il gusto per la battuta sottile, i giochi di parole, la caricatura.
Insomma, con il sorriso ironico, e la perenne sigaretta tra le labbra, di chi ha capito che non conviene affannarsi, non siamo noi a decidere quando percorrere l'ultima volta la discesa dal castello.
Ciao Toni.

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