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Home Spunti ... & spinte
Spunti ... & spinte
Andrea Zanzotto nel ricordo di Claudio Magris PDF Stampa E-mail

Riproponiamo un interessante articolo di Claudio Magris, apparso su Corriere.it lo scorso 19 ottobre (il giorno dopo la morte di Zanzotto) con il titolo di “Un oracolo arcaico e moderno” per sollecitare la riflessione.

una foto di Andrea Zanzotto Ciò che rimane, che è destinato a restare, lo fondano i poeti, dice un verso di Hölderlin. La grande, unica e irripetibile poesia di Andrea Zanzotto è un’espressione possente, con vette di altezza ardua e vertiginosa, di questa lirica intesa quale creazione che penetra nella vita, gesto e parola di Orfeo che muove le pietre e apre le porte dell’Ade, va alla scoperta del
senso o del non senso del mondo.

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Simone Weil educatrice: l'importanza dell'attenzione PDF Stampa E-mail
Scritto da Lucina Dorigo   
Sabato 18 Dicembre 2010 22:31

Quando Menelao si trovò davanti Proteo si lanciò, dice il mito omerico, e lo catturò; ma subito Proteo si fece leone, pantera, drago, acqua corrente, albero verdeggiante. Fu necessario che Menelao domasse Proteo e lo costringesse a prendere la sua propria forma: allora Proteo disse a Menelao la verità.

simoneweil Tale è l'avventura umana secondo una poco più che ventenne Simone Weil: di lei si parla tanto, ma di lei si sa poco. La si qualifica come una delle prime donne filosofo, operaia, troskista, si menziona la sua attività politica e sindacale, il suo impegno nella guerra civile spagnola la sua particolarissima ricerca mistica, ma di Weil insegnante si sa poco. Eppure è stata la sua attività principale per cinque anni scolastici, dal 1931 al 1938, inframmezzata al lavoro in fabbrica come operaia e a periodi di inattività per malattia.
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Il semaforo blu
Scritto da Enrico   
Mercoledì 28 Aprile 2010 17:24

Tutti gli usi della parola a tutti
mi sembra un buon motto, dal bel suono democratico.
Non perché tutti siano artisti, ma perché nessuno sia schiavo.

(G. Rodari, Grammatica della fantasia)


disegno_rodari_faccia

Ecco. Per me questo "articolo" potrebbe già finire qui, con questa citazione.
In queste tre righe, per quel che mi riguarda c'è già tutto Gianni Rodari, ma c'è anche molto di più ...
Queste righe potrebbero essere una doverosa, istituzionale, ritardataria commemorazione di uno dei cosiddetti "mostri sacri" della letteratura (o della letteratura per l'infanizia, dipende dai punti di vista): infatti, lo scorso 14 aprile ricorrevano i 30 anni dalla morte di Gianni Rodari (e volendo il 23 ottobre si sarebbero potuti ricordare i 90 anni dalla sua nascita). Se cercate una cosa di questo genere c'è Zio Google, che vi fornirà prontamente una pletora di fonti più precise, accurate e documentate.
Altrimenti queste righe potrebbero essere un puntuale, ricco, accurato compendio su vita, opere, idee, discorsi fatti e misfatti del compianto signor G(ianni). Ma per questo c'e Wikipedia.

Invece queste righe sono un'atra cosa, forse inutile, ma certo altra.

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Che cos'è una lezione? PDF Stampa E-mail

Nel 1910 Pavel Florenskij, giovane docente dell'Accademia teologica di Mosca, iniziò un corso di lezioni sulla storia della filosofia.
Quando le diede alle stampe, nel 1917 [sic!
], vi premise una breve introduzione metodologica dove, esponendo la sua originale didattica, metteva in gioco principi fondamentali. Così queste brevi pagine, spesso citate ma inedite in italiano, sono diventate famose come distillato della sua idea di conoscenza, e di educazione.

 

200px-Pavel_FlorenskyE dunque, cos'è una lezione?. È innanzitutto un genere particolare di opera letteraria di carattere didattico, ossia scolastico (non scientifico). E tuttavia un libro di testo, ancorché lo si legga dalla cattedra, non diventerà mai per questo una lezione né un corso di lezioni. Il rapporto che c'è tra il libro di testo e il corso di lezioni è paragonabile al rapporto che c'è tra il meccanismo e l'organismo. I primi termini di questa proposizione [libro di testo, meccanismo] sono costruiti secondo un piano prestabilito, studiato fin nei minimi particolari, ed esterno rispetto al materiale che realizza questo piano e quindi assolvono il loro compito proprio alla perfezione ("con la precisione di un meccanismo") anche se, a dire il vero, entro un cerchio già stabilito e con un diametro infinitesimale.
I secondi termini della proposizione [lezione, organismo] invece, si caratterizzano per la naturalezza e la libertà della costruzione, e proprio in forza di questo hanno un funzionamento multiforme, imprecisabile a priori; in compenso, però, non arrivano alla precisione assoluta nelle proprie azioni ("l'uomo vivo non è una macchina"); la loro crescita è un atto di creazione che si manifesta in ogni dettaglio della loro struttura, mentre il libro di testo e il meccanismo, ad essere precisi, non crescono nemmeno ma semplicemente vengono messi insieme , costruiti con parti preconfezionate. Al contrario, pur attenendosi rigidamente alla direzione generale, alla corrente generale, a un generale progetto di pensiero, in un corso di lezioni, la lezione non procede in linea retta, totalmente rinchiusa in una formula razionale ma, come l'essere vivente, sviluppa i propri organi, rispondendo ogni volta alle esigenze che si manifestano in corso d'opera.
In tal senso non sarebbe fuori luogo definire la lezione ideale una sorta di colloquio, di conversazione tra persone spiritualmente prossime.
La lezione non è un tragitto su un tram che ti trascina avanti inesorabilmente su binari fissi e ti porta alla meta per la via più breve, ma è una passeggiata a piedi, una gita, sia pure con un punto finale ben preciso, o meglio, su un cammino che ha una direzione generale ben precisa, senza avere l'unica esigenza dichiarata di arrivare fin lì, e di farlo per una strada precisa. Per chi passeggia è importante camminare e non solo arrivare; chi passeggia procede tranquillo senza affrettare il passo. Se gli interessa una pietra, un albero o una farfalla, si ferma per guardarli più da vicino, con più attenzione. A volte si guarda indietro ammirando il paesaggio oppure (capita anche questo!) ritorna sui suoi passi, ricordando di non aver osservato per bene qualcosa di istruttivo. I sentieri secondari, persino l'assenza di strade nel fitto del bosco lo attirano col loro romantico mistero. In una parola, passeggia per respirare un po' d'aria pura e darsi alla contemplazione, e non per raggiungere più in fretta possibile la fine stabilita del viaggio, trafelato e coperto di polvere.
Allo stesso modo, l'essenza della lezione è la vita scientifica in senso proprio, è riflettere insieme agli uditori sugli oggetti della scienza, e non consiste nel tirar fuori dai depositi di un'erudizione astratta delle conclusioni già pronte, in formule stereotipate.
La lezione è iniziare gli ascoltatori al processo del lavoro scientifico, è introdurli alla creazione scientifica, è un modo per insegnare attraverso l'evidenza e addirittura sperimentalmente un metodo di lavoro; non è la semplice trasmissione delle "verità" della scienza nella sua fase "attuale", "contemporanea".
Infatti che cos'è, in questo senso, la "verità" scientifica? Non è forse come il vento che non si posa mai? Non è come l'onda che scivola via nell'instancabile risacca? Non è un processo inarrestabile? In una parola, non è un energia viva, l'energeia, in contrapposizione alla cosa sclerotizzata, l'ergon?
Ma a parte questo, se la questione si riducesse esclusivamente alla trasmissione di "verità" già confezionate, la lezione diventerebbe assurda e priva di scopo.
Il libro di testo è sempre l'esito di un lavoro più ponderato della lezione; il libro di testo realizza questo compito infinitamente meglio di qualsiasi lezione. D'altra parte, leggere un libro di testo, anche il più brillante, a un intero uditorio in grado di leggere è un esercizio decisamente inutile dopo l'invenzione di Gutenberg. Sarebbe come se una cucitrice, messa da parte la macchina Singer, volesse cucire con una spina di pesce.

(abstaract da: "La Nuova Europa" 2/2010)

 
Nuova sezione: spunti ... & spinte PDF Stampa E-mail

Come avrete (certamente?) notato, il sito del nostro istituto si arricchisce di una nuova sezione intitolata Spunti ... & spinte.

Come dite? Non vedete nulla?
Provate a perlustrare con la consueta attenzione il menù alla vostra sinistra e notere la nuova voce: per l'appunto Spunti ... & spinte.
Piano ... piano (non spingete!). Immagino non vediate l'ora di esplorare questa novità, ma pazientate un attimo e soffermatevi su queste poche righe di presentazione.

Leggi tutto... [Nuova sezione: spunti ... & spinte]